Chi siamo? Siamo le statue parlanti di Roma. Potete trovare fonti storiche, approssimazioni, leggende, fantasie e verità su di noi un po’ ovunque nel web e nei libri che sono stati scritti su di noi o sulle nostre “conversazioni”.
La storia conferma che siamo state utilizzate dai cittadini di Roma (o chissà di dove) per comunicare amore, passione, delusione, dolore e per sbeffeggiare il potere. Chi più o meno famoso, chi più o meno usato, ma tuti abbiamo contribuito a portare il pensiero “del popolo” sotto i riflettori.
In questo sito torniamo a parlare, ma non come la storia ci vorrebbe e la realtà ci vede. Torniamo a parlare di vita quotidiana, di politica, di costume, di tutto ciò che ci passa per la testa (chi ce l’ha, vero Abbate Luiggi?) immaginandoci come potremmo essere oggi, se fossimo esseri umani e non statue.
Ecco quindi Pasquino, inamovibile; Madama Lugrezzia che vive a Ostia perché convive con la statua di Nettuno che aspetta la concessione delle spiagge; Marforio che non trovando lavoro è emigrato a Londra e ora rischia di essere rimpatriato per la Brexit; il Babbuino che è diventato un vegan animalista; l’Abbate Luiggi che continua a perdere la testa per le ragazze e il facchino che resta l’unico lavoratore onesto di questo paese e fa i salti mortali (sic!) per arrivare a fine mese.
Le nostre voci non muoiono, si trasformano, cambiano, questo sì, ma non possono morire. Perché noi siamo le voci del popolo.

Le sei statue insieme
